Fabio Bonasera

Sono nato a Messina nel 1971. A dirla proprio tutta, l’11 febbraio. Anniversario dell’inizio dell’impero giapponese e della fine della conferenza di Yalta. Dei Patti lateranensi e della Madonna di Lourdes. Della rinascita di Nelson Mandela e della morte di Cartesio. Dell’ascesa di Enrico VIII a capo della chiesa anglicana e dell’annuncio delle dimissioni di papa Benedetto XVI dalla guida di quella cattolica.

I miei hobby: insegnare diritto ed economica nelle scuole superiori e intrattenere relazioni occasionali, assolutamente platoniche, con testate giornalistiche e uffici stampa. Nella mia vita precedente, invece, ho perfino lavorato, come giornalista, per La Tribuna del Mezzogiorno, Il Corriere del Mezzogiorno, Il Corriere di Rovigo, Il Gazzettino, Meridionews, Il Quotidiano di Sicilia e L’Eco del Sud. Tra gli altri.

Mi sono anche concesso lo sfizio di pubblicare dei libri: Inganno padano è stato il primo. Libero, anzi no, disoccupato è stato finalista al concorso letterario Circe. In un cielo di stelle scadenti, nell’edizione successiva, ha vinto il premio della giuria popolare. Sebbene con un altro titolo.

Lo so, i titoli non contano. Conta ciò che si è. Per questo, una volta diventato grande, ho deciso di fare radio, pur non avendo nessun’esperienza specifica. Tanto, come dice la mia analista, mica ci devo pagare le bollette.

Su Mood Italia Radio, in compagnia di Nik Vallese, conducono il programma “Se son rose“.

Se son rose
Se son rose

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